Bosco Martese

Giornata Nazionale degli Alberi

Torna anche quest’anno la Festa dell’Albero per promuovere l’importanza del verde per contrastare le emissioni di CO2, l’inquinamento dell’aria, prevenire il rischio idrogeologico e la perdita di biodiversità. Quest’anno attraverso il motto Il futuro non si brucia!,

La Giornata Nazionale degli Alberi, riconosciuta dalla Legge n. 10 del 14 gennaio 2013 (norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani), rappresenta l’occasione privilegiata per porre l’attenzione sull’importanza degli alberi per la vita dell’uomo e per l’ambiente. Questa giornata è individuata nel 21 novembre di ogni anno e nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del patrimonio arboreo e boschivo mondiale ed italiano. E’ un appuntamento dunque relativamente recente, ma che si rinnova e si carica di significati sempre diversi ad ogni edizione.

Proprio nelle scuole, quest’anno, Legambiente promuove la Giornata tramite il motto “Il futuro non si brucia”. L’organizzazione ambientalista intende, infatti, porre l’accento sull’importanza della tutela degli alberi, ovvero il contrasto agli incendi boschivi, fenomeno che ogni estate comporta la perdita di centinaia di migliaia di ettari di boschi e foreste.

Giornata degli alberi, Coldiretti: «Un terzo delle Marche è ricoperto di boschi»

Un terzo delle Marche è oggi ricoperto da boschi, con la superficie forestale che cresce ancora attestandosi a quota 311mila ettari su 937mila totali, quasi il doppio rispetto a cinquant’anni fa (160mila ettari). Ad affermarlo è un’analisi della Coldiretti, diffusa alla vigilia della Giornata nazionale degli alberi, che si festeggia il 21 novembre, sulla base sui dati del Terzo inventario nazionale del Corpo Forestale dello Stato.

In totale, abbiamo circa trecentocinquanta alberi a testa e siamo la terza regione in Italia per numero di piante rispetto alla superficie. La provincia con il maggior numero di boschi è quella di Pesaro Urbino, davanti a Macerata, Ascoli Piceno e Fermo e Ancona. Le nostre aree forestali, se valorizzati attivamente con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare, secondo la Coldiretti, un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna. Un obiettivo che va raggiunto con l’approvazione del nuovo testo forestale per la semplificazione della gestione attiva dei boschi, dando più valore al ruolo degli imprenditori agricoli per la qualità dell’aria e riconoscimento dei crediti di carbonio, con lo sviluppo della filiera 100% italiana attraverso i Piani di sviluppo rurale e con l’incentivazione dell’utilizzo di legno prodotto in Italia negli appalti pubblici. Ma una migliore cura di queste zone è oggi indispensabile anche per contenere il problema del dissesto idrogeologico. I boschi sono, conclude la Coldiretti, un patrimonio di biodiversità poiché ogni ettaro di macchia mediterranea è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali. Senza dimenticare che ricoprono un ruolo centrale come assorbitori e contenitori di anidride carbonica, che è il principale gas ad effetto serra, e sono fondamentali nella mitigazione e nell`adattamento ai cambiamenti climatici in corso.

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