STIGMATA- Dalla mostra di Bologna al Museo di Loreto

Partendo dalla mostra presso il  museo Civico Medievale di Bologna, “Stigmata – la tradizione del tatuaggio in Italia”. Emergono testimonianze di tatuaggi e tatuatori nella regione Marche, a Loreto. L’ interesse culturale della stretta relazione tra l’arte del tatuaggio e  la Storia della basilica di Loreto merita sicuramente uno sguardo più attento.

Decido di trascorrere il pomeriggio a visitare la Basilica,il museo e  il bookshop. A primavera il verde delle colline si colora di fiori, e dalle  vetrate della chiesa la luce del sole si trasforma in raggi che illuminano particolari architettonici di rara raffinatezza. Durante la settimana il flusso dei visitatori è contenuto, ed possibile sostare qualche minuto in più nella casa della  Madonnina.

Sono curiosa di avere notizie circa le famose matrici che utilizzavano per i tatuaggi lauretani. Mi dirigo alla libreria e tra infiniti oggetti e  souvenir chiedo della reale esistenza di queste tavolette. Il personale della libreria mi presenta un libro: Giuseppe Santarelli “ Tradizioni e leggende lauretane “, qui si trova un capitolo dedicato ai tatuaggi.

L’origine di tale pratica a Loreto sembra avere una connotazione “mistica”, nel perido del pontificato di Sisto V, seconda metà del ‘500. Papa marchigiano francescano. Ci sono varie ipotesi intorno alla pratica del tatuaggio: segno di riconoscimento per i crociati, amoroso come giuramento a dio. Sicuramente viene associato ai pellegrini di origine centromeridionale.

Esistono delle vere e proprie descrizioni sul modo in cui effettuavano i tatuaggi, i “ tatuatori “, altro non erano che calzolai, i quali “…richiamavano a gran voce i pellegrini agitando a grappolo le tavolette legate all’estremità con una cordicella…” Alcuni campagnoli usavano tatuarsi per evitare le punture dei rettili velenosi o le invidie del malocchio.

Un consiglio, se visitate il museo della Basilica durante la settimana telefonate prima, altrimenti dovrete andare alla ricerca del francescano addetto. La collezione è ricca e curiosa. Sorprende per gli oggetti di rara preziosità e opere d’arte degne di una collezione di fama internazionale.  A proposito  le  matrici dei tatuaggi hanno una saletta dedicata.

Per citare il C.Pigorini- Beri “ costumi e superstizioni nell’appennino marchigiano, Città di Castello 1889 “

… “ L’eterna, costante insaziabile sete che l’uomo ha dell’ideale “…

Alida Reina

 

STIGMATA

 

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